L’Istituto sieroterapico e vaccinogeno

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Appena trasferito a Palazzo Botta Golgi si rivela subito pronto a una nuova impresa.

Verso la fine del 1894 Behring aveva infatti annunciato al mondo scientifico di aver finalmente trovato una valida arma, la sieroterapia, contro la difterite definito da Victor Hugo “mostro odioso, sparviero di tenebre”. Grazie all’attività di un comitato appositamente creato, anche Pavia poté avere il suo istituto sieroterapico diretto da Golgi. Il suo personale fu scelto tra gli addetti ai laboratori scientifici e, per volere dello stesso Direttore, parecchi studenti degli ultimi anni furono avviati allo studio di questo nuovo ramo della scienza. Per l’impianto della sieroterapia, l’istituto di patologia generale al quale venne annessa prestò tutta la sua non indifferente suppellettile scientifica, la più completa esistente in Pavia. Nell’edificio della Certosina vennero costruite le stalle destinate ad ospitare i cavalli da immunizzare e vennero comperati tre giovani animali dell’età da 6 a 9 anni, Linda, Magenta e Leone. Due di questi erano femmine di razza fina e pura, l’altro un maschio di razza cremonese prima adibito al lavoro nei campi.

Alla fine di maggio 1895 il Ministero della Sanità Pubblica autorizza l’Istituto sieroterapico a porre in vendita il siero antidifterico. Tre anni dopo si aggiunge la sezione Vaccinogena per la produzione del vaccino jenneriano che avrebbe funzionato regolarmente fino al 1938.