Le scoperte di Golgi

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La prima testimonianza dell’invenzione della reazione nera, il metodo di colorazione che avrebbe cambiato il corso della neuroanatomia e della neuroistologia è del febbraio 1873 quando, in una lettera all’amico Manfredi, Golgi scrive: “Sono felice d’aver trovato una nuova reazione per dimostrare anche agli orbi la struttura dello stroma interstiziale della corteccia cerebrale.”
La reazione nera permette a Golgi di vedere nuove architetture nervose in qualsiasi regione cerebrale studiata, come fosse l’esploratore privilegiato di un nuovo continente. Con il suo formidabile strumento Golgi riscrive l’anatomia del sistema nervoso centrale realizzando scoperte neurocitologiche, neuroistologiche e neuro anatomiche.
Tra il 1885 e il 1892 Golgi si concentra sullo studio della malaria umana, stimolato dalla possibilità di studiare a Pavia un pericoloso killer la cui identità non era affatto chiara. Studiando un’epidemia di quartana, identifica la costanza delle modificazioni morfologiche del plasmodio nel sangue fra un accesso febbrile e l’altro (ciclo di Golgi) e stabilisce la corrispondenza fra accesso febbrile e moltiplicazione del microrganismo (legge di Golgi). Interpreta quadri febbrili complessi, ipotizzando in queste forme un ciclo di sviluppo diverso del parassita. Da un punto di vista clinico gli studi di Golgi apportano un contributo determinante poiché, diagnosticando la specie di parassita col semplice esame del sangue, si somministra il chinino qualche ora prima dell’accesso febbrile evitando così la riproduzione del plasmodio.
Tra il 1897 e il 1898 giunge il momento di un’altra scoperta rivoluzionaria che avrebbe cambiato le concezioni strutturali della cellula: ” un fino ed elegante reticolo nascosto entro il corpo cellulare”
Studiando i gangli spinali con una variante del classico metodo cromoargentico, Golgi scopre, in alcune cellule, un apparato filamentoso ad andamento convoluto disposto in maniera tale da formare una rete citoplasmatica nettamente separata dal nucleo e dalla membrana cellulare e propone, sulla base del suo aspetto reticolare e della sua distribuzione intracellulare, di chiamarlo “apparato reticolare interno”. In quel momento Golgi non poteva certo immaginare che al fine ed elegante reticolo sarebbe rimasto associato il suo nome facendolo diventare, probabilmente, il biologo più menzionato nella letteratura scientifica internazionale.