L’Istituto Vaccinogeno

 

Alla fine del 1896 fu soppresso l’Istituto vaccinogeno dello Stato in seguito al riordinamento della Direzione Generale di Sanità Pubblica, un organo creato nel 1888 con compiti amministrativi in materia di sanità pubblica. Golgi decise di affiancare all’Istituto sieroterapico di Palazzo Botta una sezione produzione del vaccino antivaiolosa. La scelta avrebbe permesso di fornire ai medici dei prodotti di qualità a un prezzo che andasse a coprire le sole spese di produzione, inoltre avrebbe fornito nuovo materiale di studio per i frequentatori del Laboratorio di patologia generale.

Dopo aver sondato l’interesse delle amministrazioni provinciali del Regno, Golgi predispose il nuovo laboratorio. Ottenuta l’autorizzazione del Ministero dell’Interno, il 15 Gennaio 1897 l’Istituto entrò a regime, guidato da Giovanni Marenghi  con la  collaborazione di Emilio Veratti e Antonio Pensa. Il nuovo laboratorio poteva disporre, all’interno dell’Istituto di Patologia Generale, di una stanza per le operazioni di vaccinazione con tutto l’occorrente per l’inoculazione o la raccolta del vaccino, una stalla di osservazione e una per il ricovero degli animali, una ghiacciaia per la conservazione del vaccino e, infine una camera per la preparazione del materiale e per la spedizione.

Nel primo triennio l’Istituto vaccinogeno preparò e distribuì materiale per più di 500.000 vaccinazioni.

Stilovaccino Tedeschi

Lo strumento  era utilizzato per praticare la vaccinazione antivaiolosa e, talvolta, per scarificazioni cutanee per pratiche diagnostiche, profilattiche o terapeutiche. Lo strumento della nostra collezione fu probabilmente messo a punto da Vitale Tedeschi (1854 – 1919) pedriatra e professore universitario originario di Trieste dove fondò anche un istituto per la vaccinazione. Lo strumento fu prodotto dall’officina di Angelo Secco, meccanico di precisione triestino.